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Il forte di Pola

Autore: Vanesa Begić
Foto: Milivoj Mijošek

Da Glas Istre Agosto 4, 2021

Fort Bourguignon ospita un interessante progetto internazionale

Come abbiamo potuto notare durante la nostra visita, Fort Bourguignon è diventato una vera oasi del restauro. Gli studenti, 16 in tutto, lavorano alla manutenzione conservativa dei togati, e anche la professoressa Piantavigna dell’Istituto salesiano San Zeno di Verona ha ribadito che si tratta di un’iniziativa interessante e di qualità, grazie alla quale gli studenti possono imparare molto dal vivo e dalle buone pratiche.

Pola

Il Forte Bourguignon di Pola è il luogo in cui si sta realizzando un’iniziativa particolarmente interessante.

Infatti, qui sta avendo luogo fino al 9 agosto il Cantiere scuola di manutenzione conservativa, in collaborazione col Museo archeologico dell’Istria di Pola e l’istituto veronese Istituto salesiano San Zeno di Verona, con il quale la Fondazione Ars et Labor di Dignano ha sottoscritto una convenzione di collaborazione e di scambio di studenti.

Buona prassi

Dal prossimo anno sussiste la possibilità che i nostri studenti siano loro ospiti, per dare così il via ad un vero scambio di buone prassi nel campo della manutenzione conservativa di reperti lapidei appartenenti al patrimonio materiale storico-archeologico. Quest’anno gli studenti italiani e le loro dirigenti lavorano su statue romane denominate „I togati“.

La responsabile del laboratorio è Đeni Bravar Gobić del Museo archeologico – ci dice l’AD di Fondazione, Bruno Girardello.

A dirigere i lavori sono Đeni Bravar Gobić, Sabrina Piantavigna, restauratrice e professoressa di Verona, socia di Fondazione e Giovanni Rossetto, restauratore della pietra, ed entrambi hanno la licenza di lavoro del Ministero della cultura della Repubblica di Croazia.

Come abbiamo potuto notare durante la nostra visita, Fort Bourguignon è diventato una vera oasi del restauro. Gli studenti, 16 in tutto, lavorano alla manutenzione conservativa dei togati, e anche la professoressa Piantavigna dell’Istituto salesiano San Zeno di Verona ha ribadito che si tratta di un’iniziativa interessante e di qualità, nella quale gli studenti possono imparare molto dal vivo e dalle buone pratiche.

I togati fanno parte del fondo del Museo archeologico dell’Istria e visto che esso è stato spostato per motivi di ristrutturazione della sede museale, andava sottoposto a dettagliata manutenzione conservativa.

Ars et Labor

Parlando della Fondazione Ars et Labor, ricordiamo che si tratta di una fondazione croata fondata nel 2015, il cui scopo è la promozione e la valorizzazione della conservazione del patrimonio storico, artistico e culturale istriano e in generale croato.

L’area del loro ritrovamento è sconosciuta, ma si sa che è comunque sul territorio polese. Un giorno questi togati diventeranno parte dell’esposizione permanente del Museo archeologico dell’Istria. Gli studenti lavorano alla loro pulitura e restauro, il che è un’occasione per imparare molto di prima mano – ci ha detto Đeni Gobić Bravar.

La studentessa Francesca dice che si tratta di un restauro impegnativo, ma molto interessante e stimolante e di essere veramente soddisfatta di questo laboratorio.

La professoressa Sabrina Piantavigna ha detto che Pola e dintorni hanno un patrimonio storico-culturale e archeologico eccezionalmente ricco, il che è molto importante e anche un’ottima esperienza per gli studenti di restauro. Si auspica che questa collaborazione avrà un seguito.

Gianna Fioranti, dignanese, promotrice dell’attività e segretaria generale della Fondazione, ha detto che il progetto avrebbe dovuto prendere forma già l’anno scorso, ma che a causa del peggioramento della situazione epidemiologica in Italia, non è stato possibile far arrivare qui gli studenti.

Punti d’incontro

Tutto è iniziato con l’incontro casuale tra la dignanese Gianna Fioranti e Bruno Girardello di Venezia, il cui entusiasmo e indescrivibile energia hanno contribuito ad avviare l’attività di questa Fondazione che ha sede a Dignano, nella casa familiare di Gianna Fioranti, o meglio dei suoi avi. Trattasi di un edificio del XVIII secolo.

L’obiettivo della Fondazione è la promozione di attività culturali direttamente collegate all’Istria e alla Croazia, alla loro storia e tradizioni che costituiscono punti di incontro tra popoli, culture e civiltà.

Gli studenti alloggiano nella struttura dignanese denominata Locanda San Martin, restaurata dalla Fondazione Ars et Labor per poter ospitare i propri soci, amici e studenti, anche perché la prima parte dell’attività della Fondazione ha riguardato la presentazione e la realizzazione del progetto „Stari grad – Città antica“, sulla valorizzazione e rivitalizzazione degli edifici storici abbandonati, nel pieno rispetto della loro struttura originale.

E ora questa storia dignanese continua con l’unione del patrimonio culturale linguistico, storico e archeologico, attraverso svariati progetti, tra i quali anche quello in atto ora sugli stemmi della città di Dignano, per i quali è stata avviata una campagna di fund-raising su https//:it.ulule.com/per-dignano-a-testa-in-su.

La Fondazione ha pronta anche una caccia al tesoro che ha come obiettivo la conoscenza e la valorizzazione della storia e della ricca cultura dignanesi, la quale verrà testata in questi giorni facendovi partecipare gli studenti di Verona.

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